Cosa bolle in pentola ?

Abbiamo posto al Dr Paolo Di Bartolo alcune domande su cosa bolle in pentola in tema di trattamento del diabete di tipo 2 e tipo 1.

 

Dr Di Bartolo in quale contesto ci troviamo?

La prevalenza di diabete di tipo 2 e tipo 1 in Italia e nel mondo è in forte crescita e le proiezioni parlano di vera e propria pan- demia di diabete. Nei diversi continenti la prevalenza attuale oscilla tra il 4% e il 10%, con un totale di 371 milioni di persone affette dalla ma- lattia. Questo numero è destinato a crescere fino a 552 milioni entro i prossimi 20 anni. In Italia la prevalenza secondo l’ISTAT si attestava nel 2016 a 5.3 %, mentre dati amministrativi su 11 regioni del nostro paese hanno evidenziato come 6.7 persone su 100 viva con il diabete (dati ARNO 2016). Nella regione Emilia Romagna la prevalenza del diabete nel 2016 era pari a 6.92 %, mentre in Romagna, il numero di persone con diabete è cresciuto dal 2009 al 2016 del 38 % (Registro del Diabete Regionale). Il diabete oggi condiziona e giustifica oltre l’10 % della spesa sanitaria complessiva. Le ospedalizzazioni, a causa delle complicanze associate al diabete, giustificano oltre il 70 % della spesa complessiva (dati ARNO 2016). 

Vista la proporzione sempre più critica tra numero di persone affette e risorse disponibili, sono a rischio sia la sostenibilità del sistema sanitario, sia l’equità di accesso alle cure. Ma ai costi diretti vanno sommati i costi indiretti, difficilmente quantificabili, legati alla perdita di produttività delle persone affette dalla malattia e dei familiari chiamati ad assisterle. Il Diabete, infatti, se non adeguatamente controllato fin dagli stadi più precoci, aumenta il rischio di complicanze micro e ma- crovascolari e di mortalità. Aspetto, infine, di grande significato il vivere con il diabete si associa a problemi di tipo psicosociale e a una ridotta qualità di vita. Ma bolle veramente qualcosa in pentola, ovvero cosa c’è di nuovo? La qualità della assistenza a favore delle persone con diabete è oggi migliorata grazie alla diffusione di modelli assistenziali multi professionali, che integrano territorio e servizi specialistici, e che permettono di offrire risposte ai pazienti differenziati e coerenti ai bisogni della persona con diabete in ogni specifico momento della vita insieme a questa insidiosa condizione. Accanto a miglioramenti dei processi di cura dobbiamo comun- que ricordare come negli ultimi 3-4 anni vi siano stati eventi significativi in termini di disponibilità di nuove ipotesi di terapia farmacologica e di nuovi dispositivi medici, sia a favore dei pazienti con diabete di tipo 2 (diabete precedentemente definito non insulino dipendente, o dell’adulto), sia per il diabete di tipo 1 (diabete già noto come insulino dipendente o giovanile). Più nello specifico: esistono nuovi farmaci per il diabete di tipo 2 Da poco sono disponibili i nuovi Standard Italiani di Cura del Diabete Mellito 2018, ove bene vengono descritte le opportunità terapeutiche per il diabete di tipo 2. Sono 8 le classi terapeutiche oggi disponibili ed alcune di queste hanno, negli ultimi 3 anni, dimostrato per la prima volta efficacia non solo nel miglioramento della qualità del controllo glicemico, ma anche riduzione del rischio di eventi cardio-vascolari, di mortalità cardiovascolare e in alcuni casi di mortalità totale.

 

 

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